Oggi abbiamo l’onore di accogliere nella nostra rubrica “Storie che ispirano” Alessandra Comneno, portatrice degli insegnamenti ancestrali delle Donne Medicina e nominata Chakaruna dalla Escuela de los Misterios Mayas. Alessandra ha partecipato al movimento per la riapertura dei Centri Cerimoniali in Messico e a Consigli di Visione degli Anziani in America Latina. Inoltre, è Fondatrice dell’Associazione Culturale Chakaruna, ponte tra i mondi, co-fondatrice del progetto “Il Quinto Sole” a Grondona (AL). Inoltre, Alessandra conduce percorsi di conoscenza in luoghi sacri di potere in Messico e in Perù e verrà a Padova il 7 e 8 dicembre per tenere un ritiro residenziale davvero speciale, motivo per il quale abbiamo deciso di intervistarla per te.

Buongiorno Alessandra e grazie per averci concesso questa intervista.  Sei ricercatrice e praticante di sciamanesimo, segui da molto tempo il cammino Maya-Tolteca, sei astrologa, floriterapeuta, Maestra di Reiki, hai vissuto diversi anni in Messico a contatto con la cultura sciamanica dei popoli nativi. Hai lavorato e collaborato con Uomini e Donne Medicina di diverse tradizioni e organizzi eventi e seminari. Raccontaci come ti sei approcciato al cammino sciamanico, cosa ti ha chiamata su questa via?

Sono sempre stata attratta dai luoghi enigmatici e misteriosi e dalla cultura indigena dei popoli americani. Iniziai a viaggiare molto giovane, cercando me stessa, con i libri di Carlos Castaneda nello zaino che ispiravano i miei pellegrinaggi in quelle terre sconfinate. Credo che nella vita, quando ci ascoltiamo nel profondo, seguiamo naturalmente il ricamo che ci conduce nei posti e con le persone che sono destinate a lasciare impronte indelebili dentro di noi. Così è stato per me. Giunta in Messico, dove ho vissuto per sedici anni, ho stretto forti legami affettivi e di amicizia con uomini e donne medicina che generosamente accolsero la mia inquietudine per trovare un senso nella vita e nella realtà che vivevo che, all’epoca, mi stava troppo stretta. Cercavo risposte adeguate al mio sentire che trascendessero opinioni sommarie e razionali che banalizzavano, ai miei occhi, la ragione dell’esistenza. Quando iniziai a percepire il significato del corpo-energia e la possibilità di aprirmi al volo della coscienza, iniziai a sentirmi a casa.

Cosa rappresenta per te la pratica sciamanica?  Come si traduce nella tua vita quotidiana?

La pratica è vivere nella presenza, a contatto con la natura e con gli elementi, nel respiro e nell’espansione della percezione. Non può essere staccata dalla vita quotidiana. La pratica è consultare tutto quello che ti succede col cuore, è osservare gli eventi da differenti punti di vista, attraversandoli, come un buon osservatore, senza afferrarti a nulla, fiduciosa nel grande disegno che saprà tessere il meglio per te… La consegna con gratitudine alle onde atemporali dell’esistenza è per me la pratica sciamanica quotidiana. È trovare un senso di utilità nella vita, una bella vita non avrebbe senso se non fosse anche utile. Per questo il popolo Maya sottolineava l’importanza di un’utile esistenza. Ho dedicato tutta la vita alla crescita personale e a condividere, in cerchi aperti, gli insegnamenti ricevuti dagli Anziani di Tradizione.

Il cammino sciamanico è conosciuto per essere molto impegnativo, in particolare modo al livello interiore. Cosa ti ha aiutato a superare i momenti difficili che hai incontrato sul tuo cammino? Quali sono state le lezioni più importanti che hai imparato?

La via Maya Tolteca, il cammino che seguo, è una via naturale, non è impegnativa. Se lo diventasse perderebbe la sua qualità fondamentale. Praticare è solo un piacere. Non ha nulla di dogmatico, di rigido, di severo. Integrare una filosofia, una tradizione, assumertela quindi manifestarla, ti permette di attraversare con consapevolezza, distacco e apertura tutti momenti della vita anche quelli che definisci difficili. La parola Tolteca significa “artista della vita”, era un nome conferito alle persone che ricercavano le origini dei misteri dell’esistenza, agli studiosi che investigavano la sostanza della coscienza che abita da sempre l’essere umano. Questa filosofia, questo modo di concepire la vita ha l’intento di trasformare tutte le esperienze in perle di crescita e di  consapevolezza. Ho imparato a modellare i miei sentimenti, ad aprire il cuore alle quattro direzioni, a parlare con gli elementi, a permettere al dolore di fare il suo corso e di non attaccarmi a lui trasformandolo in abitudinaria sofferenza, a ringraziare per ogni cosa, ad avere fiducia nel flusso della vita e a sentirmi sempre al mio posto, qui e ora, l’unico momento che esiste. Quando tutto quello che ti ho detto diventa reale nella tua vita quotidiana, sai di essere un praticante.

Hai scritto il libro “Custode del Fuoco Sacro” pubblicato da Anima Edizioni. Ci spiegheresti cos’è il Fuoco Sacro e in quale modo è legato alle donne?

Il fuoco sacro è l’energia generosa e trasformatrice di cui noi donne siamo portatrici. Custodire il proprio fuoco interiore significa permettere a tutto ciò che vive in noi e intorno a noi di percepire l’abbraccio dell’accoglienza, dell’amore, della cura e del rispetto. Come ho scritto nel mio libro, un tempo, mantenere acceso un fuoco, la costanza, la ritualità, la disciplina nel farlo, era considerato un atto di fondamentale importanza.

Alessandra Comneno, Custode del Fuoco Sacro. Lo sciamanesimo e l’energia femminile. Le donne medicina raccontano…, Anima Edizioni, 2015.

Alla donna che si preparava a diventare compagna e amante di un uomo, veniva donato il fuoco di un’altra donna, generalmente un’anziana che lo aveva mantenuto acceso a sua volta. Riceverlo era un onore e si aveva l’obbligo di non farlo spegnere. Il fuoco genera presenza e luce. È l’immagine del sole sulla terra che noi donne accogliamo, come il femminile accoglie il maschile, per nutrirlo e insegnargli il significato dell’amore e della vita.

Quali sono, secondo te, le tappe che una donna attraversa nella sua vita e che la portano a diventare una Donna Saggia?

La vita ci offre esperienze e appuntamenti inderogabili con i quali inevitabilmente ci confrontiamo. È l’attitudine con cui ci apprestiamo ad attraversare quei momenti che aprirà la strada alla saggezza. Non si diventa saggi perché si caricano anni sulle spalle… La saggezza è l’aroma che si diffonde da un cuore aperto, grato e generoso e si manifesta a qualunque età. Ho incontrato donne giovani dallo sguardo senza tempo e donne mature che non sapevano mantenere lo sguardo.

Cosa possono fare le donne per migliorare loro stesse e il mondo che le circonda?

È urgente che noi donne ricordiamo chi siamo. Solo la consapevolezza e la determinazione a integrare il valore infinito che incarniamo, in quanto portatrici della coscienza femminile nel mondo, avranno il potere di riequilibrare lo stato di amnesia collettiva e di perdita di collegamento con il tessuto della vita a cui apparteniamo. L’epoca che stiamo vivendo, sta partorendo la nuova umanità. Siamo noi donne che daremo a luce, ancora una volta. Il cambio verrà grazie alla coscienza femminile che, incurante del genere che attraversa, restituirà all’essere umano il suo posto all’interno del creato. Le donne cambieranno il mondo quando inizieranno a rispettarsi, a stimarsi l’una all’altra, quando restituiranno potere e valore al loro sangue mestruale, quando non avranno più paura di trasformare la loro stessa vita e le abitudini patriarcali acquisite da tempi memorabili… quando assumeranno la loro indipendenza emotiva e non solo quella economica.

A dicembre, terrai da noi a Padova un workshop davvero speciale.  Di cosa si occuperà e a chi è rivolto?

Il messaggio che porterò a Padova è rivolto a tutte le donne che sentono l’urgenza di essere protagoniste della loro vita e del momento storico che stiamo vivendo. Non abbiamo più molto tempo per cullare i nostri dubbi o rimandare a domani i desideri di oggi…

Desidero condividere la parola e le pratiche delle Anziane di Tradizione del cammino Maya-Tolteca che mirano a illuminare i talenti, a perseguire gli intenti e onorare con amore il tempio che accogliamo nel nostro corpo ancorandoci e alleandoci con la Madre Terra attraverso il sangue mestruale.

Condividere la Cerimonia del Xocolatl, il Sacro Cacao, è per me un omaggio alla luminosità e alla sorgente da cui tutto fluisce. È una medicina potente. Inviterò il cerchio delle donne a prendersi cura del proprio cuore e a trasformare le proprie emozioni in canto.

Quale messaggio vorresti trasmettere alle donne che ti leggono e che vorrebbero muovere i primi passi sul cammino della consapevolezza?

“Donne, costruiamo il futuro grazie alle nostre radici. Non perdiamo la memoria. L’unica cosa che abbiamo davanti è il passato. Insegniamo agli uomini ad amare, la mente e il cuore devono funzionare insieme, siamo noi le educatrici dell’umanità. Ristabiliamo la coscienza femminile sul pianeta terra e smettiamo di sostenere un’immagine sociale che non ci restituisce potere, rispetto e dignità per il ruolo imprescindibile che svolgiamo in quanto donne, per la vita stessa. Che fiorisca la consapevolezza, i tempi sono maturi.”

Queste sono le parole delle donne medicina che oggi più che mai risuonano dentro di me e che diffondo alle quattro direzioni con infinita gratitudine.

Grazie per la profonda bellezza che traspare dalle tue parole, Alessandra. Ci vediamo presto a Padova!

→ Per avere maggiori informazioni sul ritiro “Brillando della propria Luce”, con la Cerimonia del Xocolatl, Il Sacro Cacao, tenuto da Alessandra Comneno a Padova, il 7 e 8 dicembre, clicca qui!

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