darsi valore

Il problema legato alla valorizzazione, al riconoscere il proprio valore, ha spesso a che vedere con i nostri punti deboli: diamo loro più importanza che alle nostre qualità e alle nostre forze e li sentiamo come un peso dal quale non è possibile disfarsi perché ci rimangono incollati alla pelle. Ma quando la nostra attenzione rimane focalizzata su ciò che non va in noi, la nostra autostima si indebolisce sempre più e diventiamo sempre meno consapevoli del nostro valore. Lottiamo contro noi stesse e finiamo per sgretolarci interiormente. Tuttavia, è possibile interrompere questo circolo vizioso.

Il dono della materia grezza: anche i tuoi difetti valgono

È molto probabile che tu veda i tuoi difetti come qualcosa di informe e senza valore, anzi, come qualcosa che te lo toglie ma in realtà non è così. I difetti sono una materia psichica grezza, da affinare e scolpire. Guardando il David di Michelangelo, rimaniamo abbagliati dalla bellezza della statua ma dimentichiamo che prima era un blocco grezzo ed informe di marmo, sepolto nel cuore di qualche monte; quella opera d’arte era solo pietra grezza prima di diventare la meraviglia che conosciamo oggi. Senza la materia grezza, non è possibile creare, per cui ti suggerisco di ispirarti a questo esempio per vedere i tuoi difetti con uno sguardo nuovo.

“Ho visto un angelo nel marmo ed ho scolpito fino a liberarlo.”
(Michelangelo Buonarroti)

Partendo dal presupposto che i tuoi difetti sono materia da lavorare e non sono aspetti sbagliati di te, puoi riconoscere sia la loro importanza che il valore, il tesoro, che loro nascondono. Di solito, che siano aspetti caratteriali o fisici, i nostri difetti peccano solo di mancanza di flessibilità (sono spesso degli estremismi) e cura.

Non c’è un difetto che non possa migliorare grazie al lavoro. In effetti, non devi cambiare o annullare i tuoi difetti, perché sono aspetti di te che formano la tua personalità, ciò che puoi fare è migliorarli, renderli funzionali, farteli alleati. È lavorando su di loro, rispettando la loro natura e aiutandoli a diventare più adattabili e funzionali che trasformiamo i nostri punti di debolezza in punti di forza.

La differenza fondamentale tra difetto e caratteristica

Un altro aspetto del malessere che possiamo provare e che ci impedisce di riconoscere il nostro valore, è la nostra progressiva incapacità a fare la differenza tra difetto e caratteristica. Se il difetto è una materia grezza che può cambiare nel tempo, la caratteristica invece è qualcosa di già scolpito in noi e per questa ragione, che non può essere cambiata senza toglierci qualcosa di prezioso.

Ricapitoliamo:

– Se lavori su un difetto “limandolo”, diventa funzionale e si trasforma in qualità.
– Se lavori su una caratteristica “limandola”, non solo ti fai del male ma ti privi anche di una parte di te.

La caratteristica non può essere cambiata senza farti in qualche modo violenza, è un aspetto di te già funzionale ma che ti differenzia dagli altri e ti rende unica, per questo motivo spesso viene considerata come un difetto: Una caratteristica ci rende diversi e non è sempre facile accettare questa differenza, soprattutto in una società che ci vuole tutti uguali.

Ti faccio un esempio: se nasci con gli occhi marroni e ci vedi benissimo, non dovrebbe essere un problema per te perché è solo un aspetto di te, ma mettiamo che tu sia l’unica persona con gli occhi marroni in mezzo a persone con occhi azzurri, questa tua caratteristica ti metterà a disagio perché ti differenzia dagli altri, ti fa sentire diversa.

La caratteristica è percepita come un difetto solo in base a criteri sociali e questa confusione porta al desiderio di omologarci e rinunciare a ciò che ci rende unici e che costituisce in realtà un tesoro. Se non riusciamo a percepire il valore della nostra unicità, a trovare il tesoro manifesto delle nostre caratteristiche peculiari, come potremmo allora valorizzarci? Purtroppo, solo rispondendo ai dettami sociali che non faranno altro che alimentare una crescente insoddisfazione e frustrazione. Dopotutto, non c’è miglior motore per l’economia che l’infelicità. Ora spetta a noi decidere cos’è più importante per noi: la nostra felicità e il nostro benessere oppure le imposizioni di una società di mercato che finge di volere il nostro bene.

Per riconoscere il tuo valore, accogli la tua unicità e smetti di paragonarti agli altri

Imparare a darsi valore è un processo di crescita interiore legato alla conoscenza profonda di sé e richiede almeno 3 passi importanti:

1. Riconoscere e mettere in rilievo le tue qualità.
2. Riconoscere e affinare i tuoi difetti.
3. Accogliere come un dono e mettere in rilievo le tue caratteristiche.

Man mano che lavorerai su di te in questo modo, andando dall’aspetto più esterno della tua vita fino ad arrivare al nocciolo più profondo, svilupperai gli strumenti necessari per fare della tua vita un capolavoro.

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