Cercare dentro di sé la bambina che sa meravigliarsi, l’adulta che sceglie, e la saggia che è consapevolezza della dimensione sacra della vita quotidiana (J. Bolen)

L’archetipo della Vergine

Abbiamo parlato a lungo negli scorsi articoli di ciclicità e di fasi della vita. Come sottolinea Marilia Baker in “Le stagioni della vita di una donna” (tratto da Consuelo Casula, “Le scarpe della principessa”) cogliere l’importanza delle proprie stagioni della vita è importante per facilitare la propria crescita emotiva, psicologica e spirituale. Ma se questo è fondamentale per avere una visionquest della vita, come chiamano questa ricerca gli Indiani d’America, non è meno importante rispetto a quell’alternarsi di vita e morte che si compie mese dopo mese attraverso quelli che un tempo venivano chiamati “misteri del sangue”. “Misteri” perché non ancora pienamente compresi, riguardanti il potere speciale della donna, che è un potere evolutivo e trasformativo.

Nel mondo antico la potente rappresentazione di questi misteri è data da una triade, o da una dea trina e insieme una: Persefone, la vergine o la figlia; Demetra, la madre ovvero la donna matura; Ecate, la vecchia e saggia. È apparentemente semplice riconoscere questi passaggi nella vita di ogni donna, almeno idealmente dal momento che è innegabile il nostro vivere – almeno alle nostre latitudini – in una società che tende a protrarre all’infinito e in maniera del tutto innaturale la fase della giovinezza, arrivando a rifiutare spesso la saggezza e la forza della vecchiaia.

Tuttavia, nel nostro percorso, non faremo riferimento alle fasi “ampie” della vita della donna, ma ci soffermeremo sull’archetipo della fanciulla nella nostra ciclicità mensile, osservandone la sua manifestazione allo scopo di poter vivere a pieno mese dopo mese, l’energia di freschezza che essa porta con sé.

Come opera la Vergine dentro di noi?

La fase della Vergine è la fase che inizia subito dopo la fine del sanguinamento. Essa rappresenta la primavera del nostro ciclo, il momento in cui ciascuna di noi vive, a qualsiasi età, una nuova spensieratezza, caratterizzata dal dinamismo, dall’intuizione veloce, da una sessualità spesso più leggera, più libera e più giocosa, in cui si sente un maggior desiderio di muoversi, di stare all’aria aperta, di intraprendere progetti anche un po’ folli. Tra un po’ interverrà la Madre a valutare l’energia della Vergine, ma per ora non pensiamo a lei e rimaniamo nel personaggio. La Vergine è rappresentata nella mitologia greca da Artemide e nella tragedia greca da un personaggio meraviglioso, la giovane e coraggiosa Antigone. Incontreremo queste donne mitiche e stupende nelle prossime puntate, dopo che avremmo familiarizzato un po’ con la Vergine che è in noi.

Che cosa ci dice, infatti, la nostra leggera Vergine interiore?

Riusciamo a sentire la sua voce, il suo profumo, la sua presenza? Le diamo ascolto o la reprimiamo? Se le diamo ascolto, come la ascoltiamo?

Che cosa ci accade subito dopo il sanguinamento? Con quali aggettivi potremmo descrivere noi stesse e con quali sostantivi nominare il nostro stato d’animo? In che modo ci piace scegliere il nostro abbigliamento o eventualmente il nostro trucco in quei giorni? Dormiamo di più o di meno? Qual è la qualità del nostro sonno? Quali sogni facciamo? Come viviamo la nostra sessualità e il nostro desiderio? Qual è il nostro approccio alla vita?

Scriviamo tutto questo nel nostro disco lunare portandolo con noi, senza vergogna o paura.

Mese dopo mese diventeremo sempre più connesse alla nostra Vergine interiore. Da lei ci faremo guidare verso la libertà e la cura del nostro fuoco interiore. Possiamo anche evocarla in noi, meditando fissando con attenzione la fiamma di una candela accesa.

Se la visionquest della primavera della vita, ovvero la fase della giovinezza, è chiedersi chi siamo veramente veramente rispetto al resto del mondo nello sforzo di definirsi e darsi un ruolo e un senso, la primavera del ciclo ci può aiutare a ricollocare noi stesse nel mondo. Per la donna spesso l’energia della madre, relativa alla dimensione della cura (indipendentemente dal fatto di essere madre biologicamente) è sempre molto forte. La fase della Vergine ci ricorda di mantenere un giusto equilibrio tra i bisogni propri e quelli degli altri e ci aiuta a ricordare che i fiori per diventare frutti hanno bisogno di accogliere le benefiche piogge e i dolci tepori che caratterizzano i mesi primaverili.

Come dicevamo prima, la mitologia e la tragedia hanno reso indimenticabile questa forza prorompente attraverso due personaggi che conosceremo nel prossimo articolo.

Per ora… buona Primavera!

 

 

 

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