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C’è un sentimento che dilaga in maniera subdola tra le persone più in gamba e le fa sentire sempre inadatte, sempre sbagliate, mai “abbastanza” e soprattutto che le incentiva a giudicarsi sempre. Forse è capitato anche a te: malgrado gli studi, l’esperienza maturata, malgrado l’impegno che ci metti, non ti senti mai pronta, mai “abbastanza” per lanciarti, per spiccare il volo; finisci sempre per giudicarti come se tu fossi la tua peggiore nemica.

La “sindrome dell’impostore” ti spinge a giudicarti sempre

Secondo Holly Hutchins, docente all’Università di Houston, la sindrome dell’impostore consiste nell’incapacità di interiorizzare i propri successi professionali e personali. Questo significa che percepisci i tuoi successi come qualcosa di esterno a te, che non si basano sulle tue reali competenze. Questo sentimento non ti spinge solo a giudicarti incessantemente ma ti fa percepire il mondo in maniera ostile: un giorno o l’altro anche gli altri si accorgeranno che tu hai imbrogliato e che non meriti i riconoscimenti che hai ricevuto. Così, finisci per isolarti, per rimanere nascosta.

In poche parole, ti giudichi talmente tanto che non ti dai la possibilità di essere te stessa, di sentirti meritevole di tutti i tuoi successi. Questo giudizio continuo condiziona il tuo modo di agire: se da una parte, proprio per il fatto che non ti senti mai abbastanza brava, accumulerai corsi, seminari, esperienze,… ; da un’altra parte, non lascerai mai gli ormeggi: rischierai di accumulare una quantità massiccia di strumenti, abilità, talenti e di non usarli mai.

Ecco un breve video che ti spiegherà in cosa consiste la sindrome dell’Impostore.

Una donna in gamba dubita spesso di sé

Come puoi vedere, tutto parte da dentro: dalla percezione errata che hai di te stessa. Questo giudizio continuo ed assillante ti parla di insicurezza e della mancanza di fiducia che hai in te, ma prima di tutto, ti parla di una ferita. Spesso, una donna che soffre di questa sindrome è una persona che ha percorso per primo un sentiero rispetto alla sua famiglia o al gruppo di riferimento: è un’apripista. Ma avendo il ruolo da apripista, non c’è nessuno di fronte a lei, nessuno su chi contare, nessun punto di riferimento: lei si è “fatta” da sola.

1. Non solo “pezzi di carta” ma anche i giusti riconoscimenti

A furia di giudicarti, corri il rischio di auto-sabotarti e di non raggiungere quei traguardi che sognavi. Cosa fare allora per smettere di giudicarti e aprirti al mondo. Cosa puoi fare per sbocciare?

Prima di tutto, sarà importante aprire gli occhi sulle tue reali capacità e non nascondere la tua bravura. Conosco molte donne che hanno seguito decine di corsi di specializzazione e hanno paura di esporre i loro diplomi; così finiscono per presentarsi come le ultime arrivate in un settore quando hanno un bagaglio di conoscenze ed esperienze da far invidia.

“Sembra quasi che io me la tiri se mostro i miei diplomi!” dicono spesso. No, non è esibizione: è il giusto riconoscimento di quanto hai percorso ed imparato. Inoltre, è una prova di affidabilità nei confronti dei tuoi clienti: sanno che sono in buone mani e che hanno a che fare con una professionista seria, appassionata ed affidabile.

tieni traccia dei tuoi successi passati2. Tieni traccia dei tuoi successi

Quando inizi a giudicarti di nuovo a ruota libera, quello che potrebbe aiutarti a ri-centrarti (perché è questo il fulcro del problema della sindrome dell’impostore) è tenere traccia di tutti i messaggi di apprezzamento che hai ricevuto: ti aiuterà a far tacere quella piccola voce maligna che cerca di farti credere che non vali nulla quando in realtà, sei una persona preparata e apprezzata per ciò che sai fare.

3. Lanciati, non temere di osare: la perfezione non esiste

Chi si giudica sempre ha tendenza ad essere perfezionista. Il guaio è che la perfezione in questo mondo NON esiste, quindi perché affannarti nel tentare di raggiungere una meta che nessun essere umano raggiungerà mai?

Ciò che potresti provare a fare invece è seguire la regola del mezzo: non cercare gli estremi, cerca l’equilibrio. Cosa significa? Semplicemente, non aspettare di essere la più brava, veloce, efficiente per lanciarti nel mondo; comincia col essere abbastanza brava, abbastanza veloce, abbastanza efficiente. Il tuo abbastanza basta e avanza!

(Puoi ripetertelo come un mantra quando sentirai l’ansia da prestazione risalire in te).

Questo non ti ridurrà ad offrire un servizio mediocre, stai tranquilla, perché se soffri della sindrome dell’impostore, il tuo “abbastanza” è già superiore alla media, e non lo dico io ma Nick Schubert, assistente ricercatore e coordinatore al Royal Ottawa Mental Health Centre che ha svolto diversi studi in merito.

Non trattenere ciò che sei, il mondo ti aspetta!

Tu sei una persona con un bagaglio di conoscenze ed esperienze unico, il tuo impegno costante è già un segno di bravura, serietà e umiltà, ma è importante che tu riesca a fare la differenza tra l’umiltà e la mancanza di autostima, perché  trattenere la tua bravura potrebbe essere dannoso non solo per te, ma anche per il mondo.


E per spiegarti meglio tutto ciò, ti racconterò una storia…

La primavera sta arrivando, gli alberi sono colmi di gemme. Pure la terra sta fremendo: è piena di germogli. Ma prima che l’esplosione di vita si avveri, una voce gelida si sparge nella natura e sussurra a tutte le creature : “Il mondo non ha bisogno di te, sei totalmente inutile”. È così che il mondo fu privato dei suoi colori e dei suoi profumi. Nessun fiore sbocciò più e la terra rimase nuda e spoglia. Gli uccelli smisero di cantare, tutto rimase grigio, spento e tetro. Il mondo era stato privato dalla Bellezza che era rimasta sotto terra, convinta di non valere nulla.

Per fortuna, i fiori non possono trattenere la loro natura: non trattengono i loro colori, il loro profumo e il mondo è più bello grazie a loro. E se lo fanno i fiori, perché non provarci anche tu? Potresti smettere di giudicarti ed esprimere la tua vera natura, portando nel mondo la tua esperienza, la tua bravura, tutta la genuinità che c’è dentro di te; potresti scegliere di sbocciare. ♥

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