L’utero materno è per il feto un mondo tutto da scoprire! I cinque sensi del neonato si sviluppano in fretta e il bambino entra in contatto con diverse informazioni. Queste costituiranno il suo primordiale bagaglio di ricordi e sensazioni.

E dopo la nascita? L’intero suo universo si trasforma. Può sentirsi disorientato, ma con le giuste attenzioni è possibile rendere la transizione dal mondo acquatico a quello terrestre gentile e rispettosa.

Lo sviluppo dei sensi

Come vive un bambino nella pancia di sua madre? Che cosa pensa? Quali sensazioni fisiche percepisce?

Quasi ogni persona che si sia trovata faccia a faccia con una donna incinta si sarà sicuramente posta domande di questo tipo. Sappiamo che, pur non essendo sottoposto a continui stimoli, un piccolo umano conduce una vita piuttosto ricca di avvenimenti e scoperte!

Dall’ottava settimana di gestazione, infatti, la sua pelle è già formata ed è dotata di recettori sensibili, in particolare attorno alle labbra e ai genitali. La pelle, come un grande orecchio, coglie ogni vibrazione esterna e la trasforma in impulsi sensoriali che nutrono lo sviluppo psico-fisico dell’embrione istruendolo riguardo a cosa incontrerà nel mondo.

Immersa nel liquido amniotico la piccola creatura impara a distinguere i suoni che gli arrivano, attutiti e lievi, come provenissero da un luogo lontano. Il battito cardiaco, i rumori intestinali e la voce della mamma che ama ascoltare più di tutto, in particolar modo quanto canta. Questi suoni lo accompagneranno lungo il percorso che lo condurrà sulla Terra.

Fin dal pancione, inoltre, il feto è già una buona forchetta! Il liquido che lo avvolge si riempie a ogni pasto del gusto dei cibi di cui la madre si nutre. In questo modo lui si approccia ai sapori tipici dei piatti della cultura in cui nascerà. Non è raro, poi. che la madre cambi gusti alimentari proprio in gravidanza, scegliendo di mangiare cibi che prima non la incuriosivano neanche un po’. E’ il segno che, forse, il bambino sta già dimostrando le sue preferenze?

In mezzo a tutte queste nuove scoperte, alcune piacevoli e altre meno, risulta semplice immaginare quanto sia vitale per il bambino sentirsi protetto. Ciò che più gli dà conforto è la sensazione di essere avvolto ben stretto dalle pareti uterine.

L’utero lo massaggia, lo culla, gli fa sentire che tutte le parti del suo corpo, che lui non percepisce ancora nella loro totalità, gli appartengono e hanno un confine preciso, limitato, che non si estende all’infinito.

Cosa prova il neonato nel mondo esterno?

Uscire dall’ambiente uterino così caldo, soffice e contenitivo potrebbe destabilizzare il bambino. E’ un po’ come se passassimo tutta la vita in un luogo buio e silenzioso, come una caverna, e venissimo poi, improvvisamente, catapultati all’esterno, sotto al sole accecante!

In una situazione simile, tutto ciò di cui avremmo bisogno per adattarci alla nostra nuova condizione sarebbe ricercare lo stesso tipo di sensazioni e di stimoli cui eravamo, precedentemente, abituati e che consolavano. Nel caso di un neonato, tutto questo si traduce nell’avere bisogno di tre cose: calore, contatto e contenimento.

Rendere il luogo in cui avviene il parto confortevole e tranquillo, con luci soffuse, pochissime persone presenti e suoni che risultino piacevoli per la mamma come una musica rilassante o, perchè no, il silenzio, è il primo passo per dare a una nascita tutto l’enorme rispetto che merita.

Appena nato, le nuove sensazioni sono travolgenti: il neonato sente per la prima volta l’aria sulla pelle, la forza di gravità, il contatto con la stoffa delle lenzuola, i rumori non più ovattati, ma limpidi e vicini. I suoi occhi, delicati e abituati al buio, iniziano a fare i conti coi colori e la luce ed è per questo che la nascita dovrebbe avvenire in penombra. I suoi polmoni, chiusi durante la vita prenatale, si espandono per dare avvio alla respirazione aerea… non ricordandola, possiamo solo immaginare l’intensità di questa sensazione.

L’importanza del primo contatto con la mamma

Come dicevamo, il neonato ha un grande bisogno di sentirsi protetto e contenuto e chi meglio della sua mamma può aiutarlo in questo?

In una condizione di fisiologia, madre e figlio dopo la nascita non dovrebbero mai venire separati, ma stare sempre insieme, meglio se spalmati l’uno sopra la pancia dell’altra come pane e marmellata.

Stare pelle a pelle sul ventre della mamma dà al neonato la sensazione di ritrovarsi ancora una volta all’interno dell’utero e consente a entrambi di costruire un legame affettivo profondo fin da subito.

Il bebè sentirà ancora il suono familiare del battito cardiaco e della voce della mamma, ne annuserà l’odore e, con un po’ di pazienza, striscerà lungo il ventre materno fino ad attaccarsi al seno. Dal capezzolo gocciolerà un colostro che, ed ecco la magia di Madre Natura, avrà lo stesso gusto del liquido amniotico, proprio per permettere una transizione al nuovo ambiente extra uterino il più gradevole possibile.

Pancia a pancia: quali benefici?

Il contatto pelle a pelle per almeno un’ora dopo la nascita, ma meglio se ad libitum, ha moltissimi altri benefici. Pancia a pancia con la mamma, il neonato regolarizza la sua temperatura corporea, migliorando il proprio metabolismo, e grazie al senso di sicurezza percepito tende a piangere di meno, così può evitare di sprecare energie preziose.

Toccare e assaggiare la pelle della madre è utile al bebè anche per avviare una precoce colonizzazione da parte della flora intestinale, dato che alla nascita l’intestino del neonato è sterile e quindi privo della protezione offerta dai cosiddetti “batteri buoni”.

È stato poi osservato come incoraggiare lo skin to skin subito dopo il parto rimandando quindi le cure routinarie al piccolo e sviluppando l’avvio dell’allattamento al seno, che ha più probabilità di essere mantenuto nei mesi successivi al parto.

E quando, per vari motivi, la mamma non può effettuare il contatto pelle a pelle con suo figlio? Nessun problema: ci pensa papà!

Lo skin to skin infatti è un metodo fantastico per dare la possibilità al padre di familiarizzare col bambino e di instaurare un rapporto di affetto profondo fin dall’inizio della nuova vita insieme.

Questo metodo è incoraggiato anche, e soprattutto, in presenza di bimbi nati prematuramente: grazie alla Marsupio terapia -come è chiamato il contatto pelle a pelle per questi piccoli coraggiosi- il calore della pelle dei genitori, il confortante suono del battito cardiaco, unitamente alla sensazione di essere protetti, amati, aiuta i neonati a regolare la temperatura, a guadagnare peso e a rimettersi più velocemente in salute.

RELATED POST

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

AlphaOmega Captcha Classica  –  Enter Security Code