il paradosso della vulnerabilità

Smettila di piangere, devi essere forte!” è quello che una piccola voce malefica mi sta ripetendo in queste ore. Ho perso una persona cara e mi sento una voragine nel petto, ma se continuo a piangere non riuscirò ad essere di sostegno agli altri e così parte il riflesso condizionato: “Non fa male, non fa male”.

fallimentiCapita che l’essere forte diventi quasi un’obbligazione. Tu che sei cresciuta a pane e a “devi essere forte per [inserire nome a caso]”non hai altra scelta che essere forte sempre perché se non tieni duro tu, chi lo farà al posto tuo? “Nessuno” risponde la piccola voce malefica, così rimandi indietro le lacrime che non chiedono altro che uscire. È così che si arriva a negare il proprio dolore, a negare il diritto alla vulnerabilità scambiandolo per debolezza. È così che, a furia di voler essere forte a tutti i costi, si finisce per crollare, come la vecchia quercia della favola di La Fontaine.

Piegarsi o spezzarsi? Questo è il problema

Ogni essere umano ha dei punti di forza e dei punti deboli, siamo fatti così; ma tutto dipende da come ci rapportiamo a queste debolezze: la nostra percezione influirà sul nostro modo di porci nei confronti della vita e degli eventi difficili.

Ma te la ricordi la favola della quercia e della canna?

Leggi la favola di La Fontaine: La Canna e la Quercia

grotta del potereDa una parte abbiamo un timore della debolezza e dall’altra la consapevolezza della propria vulnerabilità.

La quercia, forte in ogni circostanza finisce per spezzarsi sotto le raffiche di vento: trasforma la sua forza in una fatale debolezza che le costerà la vita; la canna invece, conscia della sua debolezza, si spiega ma non si spezza: lei conosce il suo punto debole, ed è questa che fa tutta la differenza.

A volte, riconoscere la propria vulnerabilità è il miglior modo di resistere

Quindi qual è la differenza tra debolezza e vulnerabilità? È la consapevolezza. Se nascondo il mio tallone d’Achille, significa che una parte di me ne ha paura ed è l’ignoranza di questo aspetto più buio, e che vorrei ignorare e nascondere, che cristallizza la debolezza e la rende ancora più grande (e fatale).

Invece, se prendo coscienza della breccia attraverso la quale la sofferenza s’insinua, imparo a conoscermi meglio e questa conoscenza mi rinforza.

Se conosco i miei punti deboli, se so come il dolore vibra in me e quali ferite interiori si sintonizzano con lui, avrò maggiore possibilità di porci rimedio e cicatrizzerò più velocemente. Se invece scelgo di nascondere la testa sotto la sabbia e inganno me stessa persuadendomi di essere forte sempre ed impedendomi di riconoscere la mia vulnerabilità, finirò per crollare. Ingannerò me stessa e gli altri, falserò le relazioni e darò un’immagine errata di ciò che sono in realtà, perché sarò la prima a confondere forza ed invulnerabilità.

Nessuno su questa terra è invulnerabile

Puoi essere forte anche quando piangi, quando soffri, anche quando chiedi aiuto. Non sarai debole per questo, sarai semplicemente umana.

Accettare di cadere e rialzarti, di essere ferita e guarire, di accogliere il dolore quando si presenta e accettare che sia parte della tua vita non farà di te una persona debole, anzi! Farà di te una persona forte e consapevole, una donna che accetta la propria natura umana, naturalmente vulnerabile.

Quando eravamo bambini, pensavamo che una volta cresciuti non saremmo più stati vulnerabili. Ma crescere vuol dire accettare la vulnerabilità. Essere vivi significa essere vulnerabili.
(Madeleine L’Engle)

RELATED POST

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

AlphaOmega Captcha Classica  –  Enter Security Code