Si dice che i bambini sono il futuro e quando scoprirai cosa sono in grado di fare malgrado la loro (a volte giovanissima) età, capirai perché questa affermazione non è mai stata così vera!

L’ambiente è un tema che ci tocca da vicino ma anche se alcuni governi sembrano prendere il problema dell’inquinamento e del riscaldamento globale sotto gamba, non è il caso dei bambini che si preoccupano seriamente del futuro del pianeta.

Ecco che ovunque nel mondo, germogliano iniziative trainate da giovanissimi che vogliono salvare la Terra, e nel loro piccolo (si fa per dire), ce la fanno alla grande!

A 5 e 7 anni scoprono i danni della plastica negli oceani e progettano “The Plastic Patrol”

Tutto comincia in California. Merit Leighton (7 anni) e Marlowe Peyton (5 anni) stanno guardando una trasmissione diretta da Oprah quando scoprono che, in mezzo agli oceani, si sta creando un nuovo continente fatto di rifiuti plastici abbandonati che copre un territorio grande come due volte il Texas.

Non possono credere ai loro occhi: esiste davvero una montagna di bottiglie di plastica che galleggia in mezzo ai mari! Sentono di dover agire, di dover fare qualcosa: vogliono avvertire gli altri bambini di quello che sta succedendo; così ognuno avrebbe la possibilità di dare una mano a risolvere il problema, un bambino alla volta.

Come? Raccogliendo la plastica sulle spiagge, rifiutando di usare le cannucce, usando il riciclo creativo, ecc.

Così nasceThe Plastic Patrol.

Grazie ai video su YouTube, le bambine cominciano a spiegare le cose da fare e da non fare per ridurre l’uso della plastica, per evitare di inquinare gli oceani e preservare gli animali marini.

A 12 anni, Adeline Tiffanie Suwana fonda una community di 75000 persone per salvare le foreste dell’Indonesia

Dall’America, ora passiamo all’Indonesia.

Dopo aver studiato a scuola l’importanza della mangrovia nel prevenire le catastrofe naturali, Adeline Tiffanie Suwana decide di fondare la Sahabat Alam, ovvero “Gli amici della natura”.

All’inizio, Adeline organizza delle giornate con altri studenti per proteggere le tartarughe, piantare alberi e mangrovie, ripulire le spiagge, e altre attività a scopo didattico per preservare l’ambiente.

Ma dal 2008 ad oggi, la community Sahabat Alam è cresciuta così tanto da raggiungere un totale di 75000 membri attraverso ben 14 paesi.

→ Dai un’occhiata alla community di Adeline!

Inoltre, Adeline e la Sahabat Alam community gestiscono il progetto Electric Generator Water Reel che permette ai villaggi isolati di essere raggiunti dall’energia elettrica (pulita e rinnovabile), incentivando la loro crescita economica e migliorando le strutture sanitarie e scolastiche.

Chi ha detto che i bambini non possono fare la differenza?

Ci sono molti altri bambini che hanno deciso di agire concretamente per preservare la natura o migliorare le condizioni di vita delle persone più povere.

C’è una giovanissima Maya Penn, appassionata di tecnologia, che crea cartoni animati per sensibilizzare i bambini alla questione ambientale (ha cominciato a 8 anni!) ed è ora una tra le più giovani imprenditrici del mondo che lotta per i diritti delle donne.

Rachel Parent, una 15enne canadese, fondatrice di Kids Right To Know lotta contro gli OGM nei piatti dei bambini e per il loro diritto ad un’alimentazione sicura e consapevole.

C’è Kelvin Doe, in Sierra Leone (Africa) che dall’età di 11 anni fabbrica batterie, generatori e radio a partire da rifiuti trovati nelle sue terre devastate dalla guerra e dallo sfruttamento minerario, permettendo ai ragazzi di rimanere in contatto tra di loro e di trovare soluzioni ai problemi che incontrano.

In Turchia troviamo Elif Bilgin, 16 anni, che ha inventato un modo per creare una plastica totalmente biodegradabile grazie alle bucce di banane.

La lista sarebbe ancora lunga ma ci fermiamo.

Ognuno di loro ci dimostra che non dobbiamo aspettare i cambiamenti dai vertici: il pianeta si salva partendo dal basso, dalle persone comuni che hanno un sogno e una ferrea volontà di cambiare le cose. Il cambiamento parte dalle idee, dalle azioni quotidiane, dai problemi reali, dalla bottiglia di plastica  raccolta nel bosco durante una passeggiata.

È da lì che cominciano i grandi cambiamenti: dalle piccole cose.

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