Oggi ti voglio parlare di un argomento che mi sta molto a cuore: i livelli di esistenza, i cosiddetti STANDARD. Sono andata a vedere sul dizionario la definizione esatta ed ecco cosa ho trovato:

Standard: Tenore, livello qualitativo; prestazione abituale.

Una frase di Tony Robbins, il più grande formatore e motivatore al mondo,  mi colpì moltissimo tanti anni fa quando frequentai per la prima volta un suo seminario. La sua frase è la seguente: “Se vuoi migliorare la tua vita devi alzare i tuoi standard!” 

Sono mamma di un bimbo di quasi due anni. Prima di partorire, ho letto tantissimo su come facilitarmi la vita durante il puerperio, il periodo di quaranta giorni successivo al parto, universalmente considerato il momento più duro (posso confermare!).

Uno dei consigli che trovavo più spesso era questo: riempi il congelatore di cibi pronti tipo lasagne, sformati e la dispensa di precotti perché non avrai né il tempo di cucinare né di fare la spesa.  A casa nostra non ci sono mai stati cibi pronti quindi mi trovavo in un bel dilemma. Non volevo cedere a questa scelta per me di basso livello ma allo stesso tempo non volevo nemmeno rischiare di trovarmi senza cibo mentre allattavo. Che mamma degenere sarei stata allora? Decisi quindi di fidarmi di questi consigli e acquistai dei risotti istantanei perché mi sembrava la soluzione “meno peggio”. Comprai anche dei tortellini e dei ravioli. Eppure anche dopo la nascita di Daniel, io e mio marito, continuammo a preparare le nostre semplici insalatone, carne bianca, formaggi magri, mangiare frutta, verdura e pesce in quantità, concederci dei buoni dolci sani (e anche gli sfizi ogni tanto), insomma, la nostra solita routine alimentare.

Alcune volte ho sofferto un po’ la fame. Mi è capitato di non riuscire a fare la spesa e di non avere nemmeno un pezzettino di formaggio nel frigo. A quel punto siamo usciti a cena fuori. A volte mi sono incavolata con mio marito perché pur di andare a comprare il pesce buono arrivava mezz’ora più tardi dal lavoro. Il risultato alla fine è stato che ogni pranzo, ogni cena, ogni spuntino sono stati fatti seguendo i nostri principi.

Questo è successo perché quando si ha un certo standard di vita, sul tipo di cibo che si desidera per se stessi e per la propria famiglia è veramente impossibile comportarsi altrimenti. Le abitudini sono troppo radicate. Quei risotti e quei tortellini sono rimasti in dispensa per mesi e alla fine li ho buttati via. I risultati delle scelte quotidiane si vedono e sono fatti di piccole azioni ripetute costantemente.

Alza i tuoi standard. Lascia stare i “vorrei” e occupati di fissare delle nuove regole su come vivere la tua vita. Quando quella cosa diventa un must, non avrai altra soluzione oltre a quella. O è così o è cosi. Se al momento non hai il corpo che vuoi, non hai l’energia che ti serve per vivere la tua vita al meglio, probabilmente devi cambiare i tuoi standard e alzare l’asticella. Crea nuovi rituali, allineati ai tuoi nuovi standard, e questi rituali ti porteranno ai tuoi obiettivi.

“La nostra vita è un’opera d’arte. Per viverla come esige l’arte della vita dobbiamo – come ogni artista, qualunque sia la sua arte – porci delle sfide difficili da contratare a distanza ravvicinata; dobbiamo scegliere obiettivi che siano ben oltre la nostra portata e standard di eccellenza irritanti per il loro modo ostinato di stare ben al di là di ciò che abbiamo saputo fare o che avremmo la capacità di fare”

da L’arte della vita, Zygmunt Bauman

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