La rinascita di una giovane donna e madre comincia da un tumore al seno. E’ uno dei tanti esempi di una donna che con la forza di un super eroe ritrova la speranza col sorriso.

Vi racconto la storia di una donna di 42 anni del Nord Italia, rinata dopo un tumore al seno più combattiva che mai. Per motivi di privacy la chiameremo Hope. Speranza di vita, di rivincita e speranza di mille arcobaleni.

A dicembre mi scrisse una e-mail. Era pronta a condividere la sua piccola storia di donna normale. Pochi giorni dopo ci siamo sentite per telefono. Dall’altra parte della cornetta la sua voce trasmetteva calma e allegria, ho trovato una donna ottimista e ironica. “Ho avuto il cancro ma sono dei gemelli!”  Esordisce così Hope, scoppiando in una risata coinvolgente.

Hope, prima del cancro, lavorava come ragioniera presso un’importante Azienda. Era sposata e con un bambino. E’ lui, suo figlio, la sua vera forza. Purtroppo come spesso accade, invece, il suo matrimonio finì dopo 5 anni: “Mio marito ha trovato un giardino più verde e meno faticoso da coltivare”. L’ex marito di Hope, dopo il tradimento, si è trasferito all’estero con la nuova compagna, abbandonando lei e il loro bambino.  Una separazione ed una malattia che non le hanno tolto la speranza ed il sorriso.

Descrivi in tre parole la Hope di oggi: Lunatica, piena di energie e combattiva.

Ora usa sempre tre parole ma parlando al passato. Come ti sentivi “ieri”?  Senza speranza. Piena di paura. Un fallimento totale.

Cosa ti è successo?  Una storia come tante. Nel 2015 mi hanno diagnosticato un tumore al seno. Era maligno in stadio avanzato. Ho subito pensato al peggio. La mia prima paura è stata per mio figlio. Insieme ai medici, ho, immediatamente, iniziato una ricerca per scoprire una cura o meglio provare a trovarla. Dopo due mesi di analisi, ho cominciato la chemio e dopo dieci anni nella stessa azienda è arrivato il licenziamento. Il mondo mi è crollato addosso. Ero malata, senza lavoro e con un figlio. Ero disperata.

Come hai fatto a reagire?  Ho chiesto subito aiuto ad amici e parenti. Non tanto per me ma per mio figlio. Ero terrorizzata potesse perdere l’unico punto di riferimento. Ero confusa, fin troppo. Poi, un giorno, mentre stavo facendo la chemio ho cominciato a parlare con una signora (anche lei era li come me a “prendere l’aperitivo”). Mi ha spronata e incoraggiata. Mi ha dato la forza per combattere il tumore e due motivi per reagire: mio figlio e me stessa. Sembrava fosse stata mandata da qualcuno per aiutarmi a ritrovare la speranza. Mi ha detto che avrei dovuto essere positiva e che avrei dovuto sconfiggere quella m…., perché ero giovane e nessuno mai dovrebbe morire brutta e magra. Inoltre mi ha detto che avrei dovuto fare tanti viaggi e tanto sesso! Parole forse stupide, per chi le legge adesso, ma a me hanno dato un’allegria e una forza da super eroina.

E cos’è cambiato da quel momento? Ho ripreso in mano la mia vita (tra uno svenimento e l’altro!), ed ho cominciato a lavorare nuovamente trasformando il mio hobby in un lavoro vero e proprio. Non è stato facile ma sono testarda e ci sono riuscita. Non avevo grandi guadagni, andava bene così. Mi sono informata su internet, ho seguito tutorial, ho migliorato la tecnica ed ho creato un piccolo negozio on line e una pagina facebook. I primi mesi non ho ricevuto molti contatti. Poi sono arrivati i primi dando vita ad un passaparola (importantissimo). Piano piano sono arrivati i primi risultati. Certo, non sono milionaria ma neanche completamente in rosso.

Qual è il tuo nuovo lavoro? Creo coccarde nascita, copertine per neonati, torte di pannolini. Tutto ciò che in America ha sempre fatto tendenza prima della nascita di un bambino. In Italia sta iniziando a prendere piede. Le Torte di Pannolini sono le più richieste. Si tratta di pannolini per bambini sistemate in modo da creare una vera e propria torta con in mezzo alcuni regali come ciucci, biberon, bavaglino, portaciuccio. Azzurri o Rosa!
Appena mi sentirò meglio, fisicamente, ho intenzione di allargare le mie conoscenze ed il mio business.

Il tumore è ancora presente o sconfitto? Sono guarita, ma sono ancora sotto controllo e molto debole.

Ci dedicherai una seconda intervista dove parleremo del tuo lavoro? Perché no? Sarà divertentissimo!

Ultima domanda: cosa vuoi dire alle donne che stanno combattendo per qualcosa?
Di non mollare mai e che la speranza è nel sorriso. Rimanere ottimisti a volte è difficile, quasi impossibile, ma sorridete e fate senza mai fermarvi e farvi fermare.

Abbiamo conosciuto una, delle tante, donne che hanno combattuto e vinto. Una donna che si è reinventata e rinata perché ha creduto in sè stessa e non si è arresa.

Prendiamo tutte l’esempio di Hope e sorridiamo alla vita!

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