La mindfulness è una pratica favolosa. Specialmente per le donne. E’ una meditazione che ti porta ad uno stato di presenza, di attenzione consapevole e intenzionale, non giudicante. Ti permette di concentrarti su una cosa alla volta e combattere l’effetto stressante del multitasking.

“Siamo in grado di imparare a stare bene con il nostro corpo, conoscere e capire la nostra mente, amare il nostro cuore. Non è difficile, non ci vuole molto tempo ma in questo modo vi sentirete più felici nella vostra pelle, meno stressate, più sicure, più capaci e più a vostro agio con voi stesse e la vita”.

In queste poche righe Vidyamala Burch, scrittrice ed esperta di Mindfull per le donne, ha riassunto il valore della mindfulness. Una pratica meravigliosa, utile in special modo al gentil sesso.

Lo confermano, anche, gli oltre 1500 studi pubblicati su riviste scientifiche ufficiali e oltre 80mila articoli e pubblicazioni.

La bellezzahousewife di questa meditazione è che non serve una palestra o un luogo speciale per la pratica. Ogni posto va bene. Certo, dedicare del tempo mirato è importante ma basta poco per cominciare: anche solo qualche minuto. Tutti i giorni. Poi, che si stia mangiando o parlando con la persona che si ama, che si stia lavorando su un progetto o ci si trovi alle prese con i figli, tutte le volte che il pensiero divaga, ecco, l’impegno, la scelta: ritornare totalmente nel presente. Qualunque cosa si stia facendo, esserci completamente dentro.

 

Lo afferma
anche, implicitamente, il libro da poco uscito negli Usa, “Mindfulness for women”: scritto a due mani da Vidyamala Burch e la giornalista Claire Irvin. Un lavoro che si è guadagnato una significativa serie di riconoscimenti. Burch e Irvin propongono, con un linguaggio semplice e immediato, i passi necessari per far entrare nella, già ricca, agenda quotidiana di ogni donna questa pratica.

I benefici? Tanti! Sia sul piano personale che professionale.

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La prima realtà che emerge, statisticamente, osservando la vita delle donne è la costante presenza di multitasking, tra casa, lavoro, famiglia, affetti, impegni sociali. Secondo lo psicologo Csikszentmihalyi, gli uomini mediamente fanno una cosa e mezza per volta, le donne (specie se madri) arrivano a farne anche cinque.

In effetti, secondo diverse ricerche, il cervello femminile è strutturatocoffee-donna per essere in grado di portare avanti più compiti insieme (al contrario di quello maschile, che funziona meglio se si prende carico di un problema per volta). In altri termini le donne sono spontaneamente “olistiche”, riescono meglio in una visione ampia e allargata di tutti gli aspetti, grazie ad un maggior numero di connessioni neurali tra lato destro e lato sinistro del cervello unendo, più facilmente, razionalità e intuizione, logica e creatività. E svolgendo più compiti, contemporaneamente.

E’ questa la strada giusta per la donna?

Diversi studi dimostrano che non è una strategia vincente per, almeno, tre ragioni:

  • In questa trottola di impegni si finisce per perdere un po’ se stesse.
  • Accresce il livello di stress (e il cortisolo, aumentato, nel corpo non facilita le nostre funzioni cognitive), facilitando il sorgere di emozioni negative.
  • Restando anche solo sui risultati il rendimento finale peggiora e, alla fine, serve più tempo per portare a termine i vari compiti.

 

Al contrario, focalizzarsi solo su un compito per volta migliora le performance, diminuisce lo stress e aumenta il livello generale di “happiness”, di felicità e piacere nella vita.

Alle donne è utile un approccio mindful perché favorisce una focalizzazione fluttuante, intensa, produttiva e allontana i pensieri divaganti. Inoltre si può uscire felicemente dal multitasking, aumentare il piacere e la consapevolezza, diminuire lo stress, riuscendo comunque a portare a termine tutte le cose da fare.

Come possiamo riuscirci?

– Svolgere un compito alla volta.

– Poi prendere una pausa.

– Respirare liberamente portando l’attenzione al proprio respiro.

– Sentire il corpo.

 

Ora non resta che cominciare!

Con la pratica costante e un po’ di tempo, l’assetto mindful diventerà poi spontaneo. Una sorta di tratto di personalità. Promesso.

Anna Maria Cebrelli

Love&Life Coach

Trainer Progetto Benessere – Mindfulness

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