Spesso attribuiamo ai prodotti artigianali e agli oggetti di cui ci circondiamo, un valore estetico o pratico, a meno che non siano ricordi o doni, che in quanto tali si caricano di valore simbolico. Ma gli oggetti, in generale, rispecchiano il mondo in cui viviamo e di come esso cambia nel corso del tempo. Sebbene l’archeologia, attraverso il recupero di manufatti antichi, sia riuscita a ricostruire la storia di interi popoli, troppo spesso attribuiamo alle “cose” un ruolo passivo rispetto a noi esseri umani, che contribuiamo attivamente alla loro realizzazione o a farne uso nella quotidianità. Eppure diversi studi antropologici hanno rivalutato il ruolo sociale degli oggetti, arrivando addirittura a sostenere che essi producano attivamente la realtà, ovvero siano in grado di modificarla grazie a una personalità che interagisce con quella umana. Lo si intuisce facilmente nel caso dei doni, che stabilendo uno scambio, sono veri e propri creatori di legami sociali.

Per quanto riguarda l’artigianato, artistico e non, dal punto di vista antropologico viene considerato veicolo di pensieri, rivendicazioni, trasformazioni sociali in atto, e non è indispensabile che l’artigiano, nel creare il prodotto, sia consapevole di voler trasmettere determinati messaggi, li veicola comunque. Il fatto stesso che i prodotti artigianali presentino caratteristiche simili in determinati periodi storici non denota in fondo un comune denominatore? Si potrebbe pensare dipenda dalla moda, dalle tendenze in corso, ma cos’è la moda stessa? Essa rispecchia il mondo circostante, nel bene e nel male. Gli oggetti che creiamo e gli oggetti di cui ci circondiamo, indipendentemente dal valore artistico o economico, parlano di noi a livello individuale e sociale. Che sia il caso di iniziare a osservarli da un’altra prospettiva?

Riciclo creativo: specchio di una società solidale e conviviale

artigianato-consapevoleSe gli oggetti parlano della società che li produce e li utilizza, analizzare le tendenze in corso può rivelarsi utile per comprendere quello che accade e come la società stessa si trasforma. Oggigiorno, perlomeno in ambito artigianale, a farla da padrona sono soprattutto il riciclo creativo e l’impiego di materiali naturali, scelti nel rispetto dell’ambiente circostante. Ma questo artigianato “consapevole” cosa denota? Il sociologo e saggista Guido Viale scrive: “una società solidale e conviviale è anche un consorzio umano dove le cose chiedono di essere usate da molti, di avere un nuovo padrone quando hanno perso quello precedente”, e gli oggetti di riuso contribuiscono alla creazione di una tale società, riducendo non solo le conseguenze negative sull’ambiente rispetto ad altro genere di prodotti, ma intervenendo attivamente nella costruzione di un nuovo modus vivendi.

In tale ottica il riciclo creativo parla di una società che punta alla collaborazione, superando il modello consumistico teso all’individualismo esasperato, dominato dalla logica dell’usa e getta. Ma denota anche il desiderio di staccarsi dalla serialità per riconoscere e far emergere la propria autentica identità, nel rispetto delle origini. Una società, quella del riuso, che mescola elementi recuperati dal passato con la creatività del presente, dando origine a prodotti che uniscono polarità apparentemente inconciliabili. Nel prodotto artigianale di riciclo il singolo si unisce alla comunità, il nuovo si unisce al vecchio, l’inutile riconquista dignità.

Laura De Rosa

yinyangtherapy.it

lauraderosaillustrazioni

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