Proseguono le nostre interviste di settembre con due professioniste dell’arteterapia.

Dopo Irene incontriamo Barbara e Federica, due professioniste nel settore dell’arteterapia, che parteciperanno al nostro evento di fine estate Made with Love: Gipsy market Circus Handmade. Barbara Orlando e Federica Cusanno si sono conosciute sui banchi della scuola di Arteteraia. Due anime vivaci che si esprimono con i colori e completano nell’arte. In questa intervista si raccontano e ci raccontano come attraverso l’arte non facciamo altro che esprimere noi stessi.

1. Benvenute! Ci raccontate di dove siete e come vi siete avvicinate all’arteterapia?

Siamo Barbara Orlando e Federica Cusanno   e veniamo da Padova. Siamo due esperte in Artiterapie Integrate. La creatività ha sempre fatto parte delle nostre vite in diverse forme. Federica è figlia d’arte mentre Barbara ha la passione della pittura e del disegno sin da bambina, a tal punto che la madre si ritrovava i muri dipinti con le carote.
Partiamo da formazioni di base diverse, ma la forte vocazione per la relazione d’aiuto ci faceva sentire l’assenza di qualcosa, quell’ultimo pezzo di un puzzle che dovevamo assolutamente terminare!

Grazie a questa professione, tutto è stato più chiaro e nitido: un perfetto connubio tra l’arte e la comprensione dell’altro.

Ci siamo conosciute frequentando la scuola Artedo di Padova e durante un tirocinio, presso una comunità per le tossicodipendenze, abbiamo colto l’affinità personale e professionale. Da allora, unite da questa passione, stiamo costruendo giorno dopo giorno uno spazio dedicato agli altri.

  1. Qual è stato il vostro percorso di crescita?

Frequentare una scuola di Arteterapia, non implica solamente uno studio di materie psicologiche e metodologiche, ma anche una messa in discussione dell’interiorità. Il triennio prevede dei weekend di formazione pratica. Durante i fine settimana ci mettiamo in gioco al 100% esplorando gli aspetti più complessi della nostra persona, talvolta divertendoci e condividendo con gli altri aspetti positivi di noi stesse, talvolta rivolgendo lo sguardo dentro di noi con dolore ma con grande fiducia.

Questa professione ci ha insegnato proprio questo: rendere visibile un nodo esistenziale è solo l’inizio della rinascita! Questo viaggio ci ha permesso di raggiungere un maggior equilibrio e consapevolezza attraverso il mezzo creativo.

  1. In 3 righe come Vi descrivete?

Federica dice di Barbara: è un’esplosione! Ciò che mi piace di lei è che sa adattarsi ad ogni situazione senza sentirsi mai in imbarazzo. La sua disinvoltura e spontaneità danno sempre l’impressione che non sia mai la prima volta. Barbara è una persona che lascia sempre il segno, una volta entrata nella tua vita la ricorderai per sempre. La rappresenterei come un’esplosione di viola e verde.
Barbara dice di Federica: si fa strada dentro di te in punta di piedi. E’ una persona delicata, rispettosa e apparentemente introversa. Poco a poco si rivela diretta e sincera. Ha la capacità di esprimere il suo punto di vista con molta tranquillità e determinazione senza mai farti sentire giudicata o metterti in difficoltà. Ci tengo molto a precisare quanto sia divertente! Quando prepariamo i setting o ci incontriamo per organizzare qualcosa, non mancano le risate per le sue folli improvvisate. La rappresenterai con pennellate azzurre che sfumano in rosso e giallo.

  1. Vi occupate di arte terapia, ci spiegate di cosa si tratta e come aiuta le persone?

L’Arteterapia è la creazione di un’opera grafica o tridimensionale (manipolazione argilla, pietra ollare…) caratterizzata dall’assenza totale di tecnica o estetica. La cosa straordinaria è che NON SERVE SAPER FARE. Ciò che creiamo non è altro che lo specchio di noi stessi. L’osservazione e il lavoro sull’opera, accompagnati dal rapporto empatico che si instaura con il conduttore, concedono spazio al cambiamento, alla scoperta e valorizzazione delle nostre risorse.

L’Arteterapia si avvale del linguaggio non verbale consentendo di sperimentare la creatività in un ambiente protetto in cui vige l’assenza totale di giudizio. Si mette a tacere il peggiore dei critici: noi stessi!

  1. Chi si rivolge e chi dovrebbe rivolgere a voi?

A chiunque voglia divertirsi, dare forme alle proprie emozioni, fare un viaggio dentro sé stessi ed esprimersi attraverso il mezzo creativo.

  1. In che modo aiuti le persone?

Proprio grazie alla natura non verbale delle artiterapie, abbiamo la possibilità di accompagnare le persone attraverso un viaggio dentro sé stesse. Il percorso permette loro di ricordare e riscoprire le proprie risorse, acquisire nuovi punti di vista e nuovi mezzi per affrontare la quotidianità. Intraprendere questo cammino ti permette di guardare alla vita con maggior sicurezza, non solo per la positività acquisita, ma per la consapevolezza che si radica delle proprie attitudini e capacità.

  1. Avete qualche aneddoto di persone o situazioni che vi è rimasta maggiormente nel cuore?

Tutti a loro modo ti restano nel cuore. Nel momento in cui creano un’opera è come se stessero donando una parte di loro stessi al mondo. Quando osserviamo un disegno lasciatoci da un partecipante, spesso ricordiamo quasi le movenze, la voce, la gestualità come se stessimo osservando una fotografia o un video.

Ci piace molto raccontare due episodi che spesso riportiamo alle persone nuove che si rivolgono a noi.

Durante un progetto dedicato all’aumento di empatia tra genitore e figlio, una mamma ha provato tensione durante l’ascolto di un brano musicale. Nella verbalizzazione ha riportato: “pazzesco! Proprio prima di uscire ho scherzato con mio figlio sul suo timore nell’ascoltare il sottofondo di una scena di un cartone animato e adesso mi è successa la stessa cosa…”. Il giorno seguente la mamma ha condiviso la sua esperienza con il figlio, trovando un punto d’incontro “nel sentire”.
Durante un percorso di Arteterapia in una comunità per le tossicodipendenze, abbiamo assistito all’evoluzione grafica di un partecipante. Da figure statiche e linee chiuse sono pian piano emerse figure in movimento, esplorazione dei colori e linee aperte. In corrispondenza di questo cambiamento, gli operatori ci hanno riportato una maggior propensione di A. all’apertura sociale e maggior slancio lavorativo. Ad oggi A., dopo 30 anni di solitudine, ha una compagna ed è finalmente alla ricerca di un lavoro.

  1. Come mai avete deciso di partecipare all’evento Made with Love?

Durante un incontro di Arteterapia abbiamo conosciuto la responsabile dell’evento (Eleonora) e, successivamente, siamo state contattate per portare la nostra professione all’interno dell’evento. Abbiamo già lavorato in passato con gruppi di donne la forte sinergia che si crea nei setting e l’empatia che nasce non ci ha lasciato alcun dubbio: abbiamo subito colto questa opportunità.
Sarà sicuramente un’occasione per far conoscere le artiterapie e far chiarezza su cosa sono. Sarà altrettanto piacevole condividere uno spazio tutto al femminile e così carico di armonica energia.

  1. In che modo sarete presenti a Made with love? Cosa offrirete alle persone?

Il nostro spazio prevede incontri individuali (musicoterapia recettiva ed esplorazione degli archetipi) e due appuntamenti di gruppo: un laboratorio grafico e uno in cui esploreremo la magia dell’argilla.

Se ritieni che possa essere utile condividi questa intervista!

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