“Metti le gambe alle tue idee” è il motto di Alessia D’Epiro formatrice e fondatrice della Woamnboss Academy, una scuola con la quale aiuta le donne a mettersi in proprio.

Alessia l’ho scoperta navigando online. Mi ha colpito la sua descrizione: “Alessia D’Epiro la maestra zen per il tuo business”. Leggendo il suo blog mi è sembrata la donna ideale da intervistare per chi vuole crearsi un lavoro su misura. L’ho contattata ed è stata subito disponibile a raccontarsi. Abbiamo avuto uno scambio di email ed ecco il risultato in queste righe.

Intraprendente, creativa e resiliente sono le tre parole che la descrivono meglio. Tre parole per raccontare la sua evoluzione come donna e professionista. Autenticità, coraggio e perseveranza i suoi valori, le sue linee guide per realizzare la vita che desiderava.

Alessia era una brand manager di successo. Dopo oltre 20 anni di carriera in giro per l’Italia e per l’Europa ha deciso di mollare tutto e di diventare business coach e formatrice e di fondare la Womanboss© Academy, un’accademia che aiuta le donne a mettersi improprio.

La scelta di cambiare la sua vita professionale, e non solo, nasce dal bisogno di lavorare per uno scopo più grande: “Ho capito che volevo fare la coach perché il mio vecchio lavoro non mi realizzava più. Volevo sentire di lavorare per uno scopo più grande, per il bene della collettività e aiutando altre donne a mettersi in proprio ho trovato la mia realizzazione. Così è nata “maestra zen”. Il mio approccio al coaching è olistico, nel senso che unisco il lavoro sul piano razionale a quello sul piano irrazionale e do molta importanza alla consapevolezza di sè e alla presenza mentale.”

1. Come nasce il tuo progetto “Womenboss academy”?

Nasce come conseguenza del coaching. Ho notato che le mie clienti beneficiavano di un percorso continuativo e strutturato di almeno un anno. Così l’ho creato.

2. Molte persone hanno idee e vorrebbero dar vita a progetti o crearsi una nuova professione ma sono fermi perché non sanno come farlo e da dove partire quali consigli daresti?

Non esiste il momento perfetto, bisogna buttarsi, ma con criterio. Ci sono tre leve per mettersi in proprio: bisogna avere tempo, dei soldi, e una strategia.

3. Quanto tempo hai impiegato per la progettazione, realizzazione e promozione del tuo brand e dei tuoi progetti?

Un anno.  Il mio passato di Brand Manager mi ha facilitata. Mi ha permesso di accorciare le tempistiche naturali, che normalmente sono di 2-3 anni.

4. Hai fatto tutto da sola o hai avuto la collaborazione di altre persone?

Svolgo il lavoro insieme a un bellissimo team che al momento comprende 6 persone.

5. Come hai utilizzato il web per promuoverti?

Mi sono focalizzata sul costruire un messaggio coerente che comunicasse l’essenza di ciò che faccio e sul condividere risorse, idee e spunti che potessero essere utili.

6. Un consiglio per emergere sul web?

Essere autentici e coerenti nella propria comunicazione.

7.Il Business Coach è un lavoro stancante?

No, a me ricarica le batterie!

8. Hai avuto momenti di difficoltà? Come li hai superati?

Quando ho lasciato il mio vecchio lavoro, e ho chiuso l’altra porta, è stato difficile affrontare il limbo. L’ho affrontato connettendomi con me stessa profondamente e alla fine ho compreso qual era la direzione da intraprendere.

9. Il tuo più grande errore?

E’ stato quand’ero giovane e inesperta. Sottovalutavo l’importanza di stipulare subito un contratto quando trovavo dei clienti come libera professionista.

10. Il tuo più grande successo?

In tutte le cose che ho fatto nella mia vita riuscire sempre a vivere in linea con i miei valori.

11. La scelta più azzeccata che hai fatto nella tua vita?

Andare a vivere da sola a Sermoneta, un paesino che mi ha dato la possibilità di far crescere i miei progetti.

12. Oggi sei una donna realizzata?

Sì, mi sento molto realizzata e quindi mi sto concentrando sul condividere sempre di più con gli altri. Sto, anche, pensando di creare un progetto di donazione.

13. Che percorso consiglieresti ad un aspirante Business Coach?

Di far funzionare un’impresa prima di insegnare a farlo.

14. Cosa consiglieresti a chi si rivolge a te… un primo passo per fare quello che fai tu?

Focalizzarsi sulla propria crescita personale e non smettere mai.

15. Che importanza dai al concetto di trovare una nicchia?

E’ uno dei primi concetti che insegno quindi è importantissimo, ma non è l’unico ingrediente per il successo.

16. Come vedi il futuro del settore del business coaching? Ci sono prospettive?

Il mondo del lavoro sarà sempre più orientato alla micro imprenditoria e quindi penso che ci siano prospettive per chi ha ottenuto dei risultati importanti nel far funzionare un’azienda e vuole trasmettere questa conoscenza ad altri.

17. Quali sono i tuoi obiettivi futuri?

Dare un mio contributo all’empowerment femminile e al superamento del gender gap.

18. Un ultimo messaggio che vuoi dare?

La vita è un gioco, un gioco serio. Bisogna giocare e non nascondersi, aspettare, procrastinare. Non aspettare domani per essere ciò che vuoi essere.

Qualche curiosità su Alessia.

Il suo libro preferito è “ Vivere amarsi e capirsi” di Leo Buscaglia.  L’ha colpita il racconto della famiglia di origini umili, in cui vigeva la regola di imparare almeno una cosa nuova al giorno. Questa riflessione ha messo le basi della sua filosofia dell’apprendimento permanente come via per l’autorealizzazione.

Il film che ha rivisto mille volte e continua a guardare è Into to the wild

La canzone che la emoziona ogni volta che l’ascolta è “Qualcosa che non c’è” di Elisa

La sua citazione preferita: “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo” (Ghandi)

Il viaggio che sogna: Il giro del mondo!

 

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