Vive a Venezia ma viaggia in tutta Italia. Lavora sia live che online anche con stranieri. Appassionata e curiosa anticipa tendenze e scopre nuovi stili. La sua missione è aiutare le persone a valorizzarsi ed esprimere la loro vera essenza attraverso la moda rendendo la loro immagine coerente con il messaggio che vogliono trasmettere agli altri. Vi sto parlando di Anna Turcato, occhi scuri, quel bagliore d’entusiasmo nello sguardo e l’aspetto inusuale. La personalità ti conquista. L’immagine ti colpisce, ti mette davanti una donna solare, sorridente e determinata come si descrive lei stessa. Ma, anche, loquace e coinvolgente quando si tratta di moda e stile. Lei è una consulente d’immagine e prima style strategist italiana oltre ad essere Cool hunter, ovvero ricercatrice di tendenze.

“La consulenza d’immagine non serve a farti diventare più giovane o più bella/o. La consulenza d’immagine serve a renderti felice”. (Anna Turcato)

Anna Turcato, consulente d’immagine e style strategist
Sei anni fa, Anna, ha un incidente stradale. Dopo quell’incidente decide di dare una svolta alla sua carriera. Prende il coraggio che le mancava per fare il salto. Lascia un lavoro a tempo indeterminato come buyer in un’azienda di moda per iniziare una nuova avventura professionale, dove la moda c’entra sempre ma questa volta non la vende, la interpreta. Diventa consulente d’immagine. Sì, perché la moda per Anna è una passione portata avanti negli anni. Si è laureata in Scienze della Comunicazione, poi si è specializzata in Cool Hunting. La sua curiosità l’ha portata nel ricercare nuove tendenze, ispirazioni e street style da proporre ai suoi clienti per valorizzarli e aiutarli ad esprimere la propria personalità, quella nascosta, quella che non sapevano di avere. Per Anna ogni persona deve avere la propria ‘voce’ trovando il proprio stile non per mascherarsi ma per svelarsi.

Lei stessa con il suo abbigliamento colorato, stile anni 50’ e accessori in linea con la sua espressività si apre al mondo senza nascondersi. Per questo parla anche dei suoi difetti.

Leggendo il tuo blog sono rimasta colpita dalla tua capacità di trasformare i tuoi difetti in punti di forza. Me ne parli?

Non mi sono mai piaciuta. Ero una ragazza robusta. Avevo qualche chilo in più. Le smagliature, poi, sono sempre state un problema per me. Ho imparato ad accettarle e trovare gli abiti giusti da indossare per valorizzarmi. Questo mi ha permesso di mettermi nei panni delle mie clienti ed entrare in empatia.

Per amare i propri difetti è importante accettarsi. Come possiamo riuscire?
  1. Imparare la clemenza. Bisogna, innanzitutto, comprendere che il fisico è quello quindi è necessario cambiare prospettiva e imparare, che è la chiave di svolta, la clemenza. Noi donne ci vediamo il 30% più grasse, solo l’1% di noi si piace. Riguardando le tue foto a distanza di anni ti vedrai più bella. Non perché prima era brutta, semplicemente ti vedevi con gli occhi di chi ti guardava in quel momento. Con la maturità cambia il modo in cui ti vedi.
  2. I vestiti devono essere i nostri alleati. Gli abiti sono la nostra seconda pelle. Comunicano chi siamo ancor prima di parlare influenzando i nostri interlocutori. E’ fondamentale mostrare se stessi facendo risaltare chi si è realmente; questo aiuterà ad instaurare relazioni più proficue. Perciò tanto vale usarli come strumenti.

Per esempio se sono timida non indosserei il nero perché è un colore che ci obbliga a parlare, dobbiamo per forza comunicare. Per questo userei abiti colorati. Questa è la mia teoria per superare l’insicurezza e la timidezza. Oppure in una riunione dove bisogna far partorire un’idea geniale avere qualcuno vestito di giallo aiuterà gli altri ad avere un momento di creatività. Il giallo, infatti, è un colore che porta verso la creatività.

Quali sono state le difficoltà che hai dovuto affrontare quando hai lasciato un lavoro sicuro per vivere la tua passione?

La prima difficoltà è la solitudine.

La seconda non avere uno stipendio fisso.

Devi imparare gestire i soldi a non farti prendere dallo sconforto. Confrontarsi con altri freelance è una buona occasione per non sentirti sola. Il Freelance camp organizzato da Alessandra Farabegoli è una buona occasione di confronto. Capisci che non sei l’unica ad affrontare momenti di solitudine. All’inizio, soprattutto, ti rendi conto che molti accettano lavori poco retribuiti per fare esperienza. Poi col tempo la situazione cambia, impari a gestire il lavoro, diventi più sicura.

Chi sono i tuoi clienti?

I miei clienti sono uomini e donne over 28 perché credo che una ragazza di 20 anni non sia interessata a conoscersi nel profondo. I miei clienti vogliono trovare un proprio stile identificativo, capire come esprimersi attraverso la loro immagine e imparare ad usare questo strumento per raggiungere i loro obiettivi. Attraverso lo stile puoi cambiare la tua vita. Se ti vesti diversamente. Agisci diversamente.

Come si svolge una tua consulenza?

Le mie consulenze sono personali e approfondite. Non dico: ‘vai bene così. Vestiti così che sei figa. Vai e spacca il mondo!’ Lavoro con persone che hanno un’esigenza sia personale che professionale. Partiamo dalla personalità e dal suo stile unico. Valutiamo pregi e difetti. Faccio capire che il difetto è ciò che rende unici e parto da li.

Credo che l’immagine giusta sia indossare naturalmente gli abiti che svelano il meglio di noi stessi. Anche solo attraverso un dettaglio.

Per arrivare a questo risultato inizio la consulenza con la compilazione di un questionario. Mi serve per capire quale servizio e percorso da proporre è più adatto al cliente. Poi li incontro dal vivo o via Skype.

La consulenza può durare mesi o anni, a seconda, delle esigenze del cliente. Spesso succede che non incontri mai dal vivo la persona con cui sto lavorando riuscendo ad avere ottimi risultati.

Quali sono le clienti con le quali ti sbizzarrisci maggiormente?

Direi le over 60. A loro non interessa più compiacere gli altri. Non devono essere più nel ruolo di madre, di lavoratrice, moglie. Pensano solo a esprimersi e comunicarsi. Si vede, anche, dal blog Advnced Style dove ci sono donne over 60 convinte e coraggioso immortalate negli scatti di Ari Seth Cohen

Il messaggio? Le donne possono avere fascino a qualsiasi età, anche se sopra le righe.

L’errore più grande che hai commesso e che vedi commettere?

Errori gravi non ne ho fatti. Tranne quello che continuo a commettere. Essere troppo disponibile. Per svolgere questo lavoro devi essere molto sicura di te stessa per evitare di farti schiavizzare dal cliente.

L’errore che vedo commettere maggiormente è la superficialità in rete. Molto spesso leggo dei copia e incolla di post. E’ successo, anche a me, di ritrovare dei miei post su altri blog senza essere citata.

Il mio consiglio è di cercare la propria voce. Scrivi i tuoi pensieri e approfondisci gli argomenti. Il primo anno non guadagni nulla ma poi i risultati arrivano.

Quale consiglio daresti a chi vorrebbe intraprendere la tua stessa professione?

Venire a un mio corso, naturalmente. Scherzo!

Studiare tantissimo e non improvvisare. La mia professione è ricca di consulenti improvvisate, invece bisogna avere curiosità, preparazione, metodo e continua formazione. Io stessa mi tengo costantemente aggiornata. Poi, studiare i colori, informarsi sui siti americani. Una lacuna che lamento è sulla storia della moda. Manca questa cultura fondamentale per interpretarla. E ancora. Si deve saper ascoltare e osservare con attenzione chi si ha davanti. E’ importante anche la “comunicazione non verbale” e avere molta umiltà.

È un lavoro che si può iniziare a qualsiasi età?

Si. In un mio corso, per esempio, c’è una signora di 45 anni. Sta provando a esplorare. Se avesse intenzione di fare questo lavoro dovrà rimboccarsi le maniche e studiare ma penso che avrà più successo di una 20enne. I giovani credono di saper già tutto. In realtà hanno molte sovrastrutture mentali che li portano ad essere più rigidi. Per esempio se non avessi lavorato in azienda e cominciato questo lavoro a 30 anni non avrei avuto il successo che ho adesso. Quando ti stai reinventando sarai più motivato ed hai già in mente un target al quale rivolgerti.

Un consiglio che do a queste persone è di crearsi una cultura digitale. Oggi la comunicazione sui social media è importante.

Pensare di lavorare col passaparola non è possibile. Rimarrebbe un hobby.

Cosa ti emoziona di più nel tuo lavoro?

Mi emoziona molta quando le persone che si rivolgono a me non riconoscono la propria immagine, poi, dopo la mia consulenza non solo si riconosco ma anche gli altri vedono il cambiamento. E le chiedono “sei proprio tu!”. Oppure quando riusciamo a trovare uno stile che parli di loro, tanto che le amiche e colleghe le chiedono consigli di moda. In realtà non seguono la moda ma quello che sono dentro. Oppure persone che dicono che mi hanno scelto perché piace il mio modo di comunicare.

Infine, vedere a distanza di anni quel cambiamento che tu sapevi sarebbe arrivato senza aver forzato la mano è bellissimo.

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi?

Continuare così. Scrivere un libro, continuare con corsi per personal shopper e gli altri miei corsi.

Parlando con Anna scopri un nuovo modo di interpretare la moda e capisci come un cambio di armadio possa essere un primo passo per trasformare te stessa e la tua vita. Sembra superficiale ma non lo è. Lo stile personale è il nostro brand e dev’essere coerente con noi stessi per essere credibili a chi ci sta di fronte. Quando non è coerente perdiamo di credibilità perché rappresenta qualcuno che non siamo.

Se vuoi seguire Anna e i suoi consigli di stile iscriviti alla sua newsletter e non perdere l’appuntamento allo spazio d’essai a Padova il prossimo 24 giugno. Qui tutte le informazioni dell’evento.

E sopratutto, se vuoi comunicare la vera te stessa,  ti consiglio di seguire un suo corso. Sono appena uscite le nuove date. Qui le puoi trovare.  Le nostre lettrici potranno avere uno sconto  di 30 euro. Basta scrivere nelle note, al momento dell’iscrizione, il tag #sophia. 

 

 

 

 

 

 

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